In Grecia ci sono il 50% in meno di professionisti IT rispetto all’UE

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foto: EPA

Mentre la domanda di programmatori e specialisti IT è enorme, causando grattacapi a molte aziende straniere, la Grecia non impiega ancora molti lavoratori in questo settore. È infatti il ​​primo a registrare numeri negativi rispetto agli altri Paesi dell’UE, poiché le richieste di trasformazione digitale sia del settore pubblico che di quello privato aumentano vertiginosamente.

Nel frattempo, si prevede che le aziende inizieranno una caccia ancora più grande ai talenti nel prossimo futuro, data la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale.

Secondo i dati Eurostat, nel 9,8 nell’UE erano impiegate 2023 milioni di persone, una cifra ben al di sopra della media europea. La percentuale di specialisti nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione rispetto al totale dei dipendenti raggiunge il 2,4% in Grecia, il che fa sì che il paese occupi l'ultimo posto nella classifica europea dopo Romania (2,6%), Slovenia (3,8 . 4,1%) e Italia. (XNUMX%).

Sette aziende su dieci in Grecia hanno posti vacanti per specialisti IT, analizza Kathimerini.

Perché sta succedendo? I bassi tassi di occupazione degli specialisti IT sono un serio indicatore dell'arretratezza sia del modello produttivo del paese che del sistema educativo. In testa alla classifica, secondo i dati Eurostat, c'è la Svezia, con un tasso di occupazione degli specialisti ICT dell'8,7%, seguita da Lussemburgo (8%) e Finlandia (7,6%). I Paesi Bassi si posizionano piuttosto in alto (6,9%), mentre in Estonia la percentuale di specialisti ICT rispetto al totale dei dipendenti è del 6,7%.

Negli ultimi anni il tasso di laureati nelle facoltà di informatica e ingegneria è oscillato tra il 40% e il 63%, mentre il mercato dell'informatica necessita ogni anno di 7.500 laureati in più rispetto a quelli che si laureano.

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